Soprintendenza per i Beni Archeologici

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COMPLESSO BATTESIMALE DI SAN GIOVANNI AL MONTORFANO

Immagine veduta dell'area archeologica da sud 


 Mergozzo (VB)


 
frazione Montorfano 




ULTERIORI INFORMAZIONI

Costo biglietto: gratuito
L'area è dotata di un parcheggio libero antistante


RINVENIMENTI E DESCRIZIONE DELL’AREA

A partire dal 1980, ripetute campagne di scavo, svolte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, all’interno e all’esterno della chiesa romanica di S. Giovanni hanno condotto all’identificazione di un complesso battesimale paleocristiano costituito da due aule affiancate (6,5x5,5 m ca.) con ampia abside allungata rivolta a est, di cui quella settentrionale sottostante l’attuale edificio di culto, era adibita a battistero. L’aula sud, dopo una fase ad aula unica, è radicalmente ricostruita con tre absidi a profilo interno oltrepassato. Un muro nord/sud che corre immediatamente a ovest delle tre absidi sembra denunciare un radicale cambiamento di funzione della chiesa. Gli si affiancano alcune tombe, prevalentemente in lastre di pietra infisse nel terreno di coltello, pertinenti alla ricostruzione romanica del San Giovanni. Numerose sepolture, d’altronde, individuate sia all’interno che all’esterno del battistero e della chiesa, denunciano un intenso sfruttamento cimiteriale del sito che a partire dall’alto medioevo si spinge fino ai secoli successivi al cantiere romanico e potrebbe aver interessato anche i terreni circostanti il complesso, mai sottoposti a verifica archeologica.
La fondazione del complesso battesimale, sulla scorta del confronto con impianti analoghi, può essere collocata sullo scorcio del V secolo. Per quanto riguarda la chiesa, è chiaro che la prima fase debba essere considerata coeva alla fondazione del battistero per caratteristiche sia planimetriche sia costruttive. L’impianto di seconda fase può essere ragionevolmente accostato  al noto gruppo delle aule trabsidate grigionesi di  età carolingia: è verosimile, pertanto, proporre una datazione tra VIII e IX secolo, per altro compatibile con quella di un capitello impiegato all’interno dell’edificio romanico come acquasantiera e con ogni probabilità proveniente dal sito stesso. Di non facile definizione è la puntualizzazione del periodo di uso della chiesa, presto caduta in disuso a vantaggio dell’attiguo battistero, la cui continuità di utilizzo per tutto l’alto medioevo, e oltre, è confermata dalla ricostruzione nelle attuali forme romaniche nel corso dell’avanzato XII secolo.
Attualmente permangono a vista il fonte battesimale antico e l’abside del primitivo battistero all’interno della chiesa romanica di S. Giovanni e all’esterno, lungo il fianco sud dell’edificio, le tre absidi della fase carolingia della chiesa meridionale, delimitate da un muro in pietra.


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