MUSEO TORINO




L
E ARMI DAL FIUME
 

Le vie fluviali costituiscono, fino alla costruzione della rete stradale romana, un aspetto di grande rilievo per comprendere la ricchezza degli insediamenti e le direttrici commerciali.Elmo villanoviano in bronzo dal letto del Tanaro presso Asti (VIII secolo a.C.). Torino, Museo di Antichità. Sezione Territorio - Spada in bronzo dal letto del Tanaro presso Roddi (1200-1100 a.C.). Alba, Civico Museo “Federico Eusebio”. Sezione Archeologica

Alcuni reperti, come la spada da via Montebello e l’elmo da corso Belgio, ritrovati in aree occupate in antico dal letto dei fiumi,mostrano l’importanza dei punti di guado del Po e della Dora Riparia anche sotto l’aspetto cultuale.

L’ottima conservazione indica che questi oggetti non sono stati persi o gettati nel fiume, ma seppelliti intenzionalmente in un punto di secca o di guado.

In Piemonte, come in tutta Europa, sono ben attestate le armi ritrovate nei fiumi o in specchi d’acqua, per lo più prive di tracce d’uso. Simbolo del ruolo del guerriero, tali oggetti non sono solamente beni di lusso, spesso importati dall’attività commerciale o doni di prestigio, ma vengono interpretati come offerte votive ai defunti o alle divinità, secondo la credenza, diffusa nel mondo antico, dell’esistenza di un collegamento tra le acque profonde e gli Inferi. Nella mitologia indoeuropea è ben nota la presenza di armi eccezionali fornite all’eroe da una divinità femminile delle acque, cui talvolta le armi sono poi restituite.

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