INDICAZIONE SALA 8 IL TEATRO

MUSEO TORINO



IL TEATRO ROMANO

Teatro romanoIn età romana uno degli edifici che definivano lo status di “città” era il teatro. I cittadini vi si riunivano davanti alle statue dell’imperatore e delle divinità protettrici della comunità urbana, che erano di solito collocate entro nicchie nel muro della scena. Gli spettacoli di maggiore successo erano senz’altro le commedie, ma nel teatro si rappresentavano anche le tragedie, direttamente derivate da quelle greche con soggetti sia mitologici che storici, e i popolarissimi spettacoli di mimo.

Teatro romanoAd Augusta Taurinorum un primo teatro, solo parzialmente in muratura, viene costruito tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.: è una struttura molto semplice costituita da una cavea semicircolare e da un muro della scena scandito da tre porte, affiancato da due annessi laterali (parascaenia). Racchiuso in un recinto rettangolare che comprendeva anche un semplice portico a manica unica post scaenam (dietro la scena), l’edificio era completato da strutture lignee e arredi mobili di cui non resta più traccia.


Teatro romano

Intorno alla metà del I secolo d.C. il teatro non è più sufficiente a soddisfare le esigenze di una città che si è ingrandita. Viene elaborato un ambizioso progetto che prevede la contemporanea edificazione di un tratto della cortina muraria e di una monumentale cavea a facciata curvilinea raccordata da un recinto alle mura. A cantiere già iniziato il disegno viene però abbandonato e la ristrutturazione dell’edificio ridimensionata.

Le strutture mobili vengono sostituite da elementi fissi in muratura e un nuovo muro della scena (scaenae frons), dotato di dispositivi funzionali alle scenografie, sostituisce la precedente struttura. Lo spazio retrostante la scena viene racchiuso in un portico quadrilatero che ingloba quello rettangolare a un solo braccio della fase più antica e raggiunge la cortina delle mura cittadine. 

Il rinnovamento del teatro è forse dovuto alla munificenza del prefetto delle Alpi Cozie, Cozio II, e di suo figlio Donno. Fra tutti gli interventi di evergetismo (realizzazione di opere pubbliche grazie al contributo di privati facoltosi) quelli destinati agli edifici per spettacoli sono sempre stati fra i più apprezzati dalla popolazione e più gratificanti per i finanziatori. 

 

Teatro romanoDurante l’età flavia, tra il 70 e il 90 d.C. circa, in un momento di prosperitàeconomica per la città, il teatro viene completamente rifatto. La cavea è ingrandita con l’aggiunta di un ordine esterno per aumentarne la capienza e si realizza una facciata curvilinea in sostituzione di quella rettilinea precedente. Anche il portico dietro la scena viene adeguato alle nuove dimensioni dell’edificio, con la costruzione di un peristilio con un colonnato in pietra. Un frammento di intonaco dipinto con cesti di foglie e uccellini in volo, rinvenuto nel 1900 e noto solo da un disegno ad acquerello, è l’unica traccia della decorazione che abbelliva il portico in questa fase.

Il teatro rimane in uso per oltre due secoli, fino a quando la crisi delle istituzioni cittadine e le gravi condizioni politiche segnano il destino di molti edifici per spettacoli in tutto l’impero. Al processo di abbandono contribuisce la condanna dei Padri della Chiesa verso le rappresentazioni teatrali e anfiteatrali. L’edificio, certamente già in disuso, diventa cava di materiali edilizi per la costruzione della prima cattedrale, la basilica dedicata al Cristo Salvatore, che nel 398 è la sede del sinodo dei vescovi della Gallia e dell’Italia settentrionale radunati a Torino.